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Taste Firenze – Happy 10!- 7 /8/ 9 Marzo 2015

Le Delizie Itineranti

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“E’ una storia d’amore la cucina. Bisogna innamorarsi dei prodotti e poi delle persone che li cucinano”
(Alain Ducasse)…. per innamorarsi dei prodotti per prima cosa bisogna conoscerli e il TASTE serve proprio a questo.

Dal 7 al 9 Marzo a Firenze si è svolto il Taste: salotto italiano del mangiare e del bere di qualità,il luogo dove – tra cibi,vini,oggetti e idee- si danno appuntamento i migliori operatori internazionali dell’alta gastronomia e il sempre più vasto e appassionato pubblico dei cultori del food.

Firenze la“Culla del Rinascimento” per l’occasione diventa vetrina del gusto made in Italy, pronta a dar voce a quello che ci viene invidiato nel mondo : l’Italian food and lifestyle.

Tra i binari dismessi della vecchia stazione Leopolda, vengono presentati i prodotti e le novità di circa 300 aziende selezionate tra le migliori produzioni di nicchia di tutta l’Italia.

Ogni assaggio rappresenta un viaggio ricco di…

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Pubblicato da su 31 marzo 2015 in Uncategorized

 

Taste Firenze – Happy 10!- 7 /8/ 9 Marzo 2015

Taste10_orizzontale-864x480Taste-10_2.jpg_1379307876


“E’ una storia d’amore la cucina. Bisogna innamorarsi dei prodotti e poi delle persone che li cucinano”
(Alain Ducasse)…. per innamorarsi dei prodotti per prima cosa bisogna conoscerli,  il TASTE serve proprio a questo.

Dal 7 al 9 Marzo a Firenze si è svolto il Taste: salotto italiano del mangiare e del bere di qualità,il luogo dove – tra cibi,vini,oggetti e idee- si danno appuntamento i migliori operatori internazionali dell’alta gastronomia e il sempre più vasto e appassionato pubblico dei cultori del food.

Firenze la“Culla del Rinascimento” per l’occasione diventa vetrina del gusto made in Italy, pronta a dar voce a quello che ci viene invidiato nel mondo : l’Italian food and lifestyle.

Tra i binari dismessi della vecchia stazione Leopolda, vengono presentati i prodotti e le novità di circa 300 aziende selezionate tra le migliori produzioni di nicchia di tutta l’Italia.

Ogni assaggio rappresenta un viaggio ricco di scoperte, tradizioni gastronomiche e novità.

In questa decima edizione le aziende che ci hanno colpito maggiormente sono state:
Autore
I prodotti autore nascono da un’antica tradizione di lavorazione artigianale del cioccolato.
La lavorazione avviene rigorosamente a mano ed ha luogo a San Marco dei Cavoti .
Fantastici i croccantini classici – mandorle e nocciole e le specialità croccantino miele e uvetta,gianduia,gianduia al caffè cocco,menta, miele e fichi ricoperto di cioccolato finissimo al fondente.

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Amaretti Mauro Nerissimo
La pasticceria di Mauro Allemanni è un piccolo laboratorio artigianale nelle colline del Monferrato.
Gli amaretti Mauro sono soffici, quasi tutti accoppiati con al centro una farcia a base di cioccolato,confettura,basi candite o creme.
Un po’ amaretti un po’ macarons.
Prodotti artigianali privi di conservanti, tradizionali ed innovativi.

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LEM by PASTICCERIA MARISA
La tradizione dolciaria di famiglia viene fondata nel 1911 con il nonno Mario in una pasticceria di Padova.
L’eredità e la freschezza tramandata per due generazioni persiste tutt’oggi con una selezione di prodotti in cui tradizione e innovazione si intrecciano all’insegna della semplicità.
Alla base materie prime naturali e genuine come la farina Petra , il burro,la frutta unicamente di stagione, zucchero di canna e cioccolato di qualità.
Lem un viaggio tra i sapori,profumi e sofficità talmente unica che ci ha conquistato, tant’è che il loro Pan Matilde lo potete trovare nel nostro negozio.

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Fratelli Lunardi
Dal 1966 la famiglia Lunardi è dedita alla produzione di pane,dolci e salati, nel Forno e Bottega di Quarrata.
Oggi i fratelli Riccardo e Massimiliano,maestri pasticceri e cioccolatieri,firmano con i loro volti la collezione di teneri Cantucci declinando in sette varietrà differenti la ricetta tradizionale….famosissimi i cantucci al cioccolato

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Slega prosciutti
Situata a Langhirano,capitale del prosciutto di Parma, Slega è l’azienda della famiglia Borchini che nasce nel 1992.
Oggi sono impegnati a seguire e a sviluppare la filosofia e strategie del padre fondatore, ottenendo un prodotto veramente autentico e sincero premiato dal Gambero Rosso

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Cascina Pizzavacca
Ci fu un tempo in cui nelle terre della provincia di Piacenza tra gli argini del Po e i frutteti riecheggiavano le voci contadine, il muggito dei buoi e il cigolio di ruote ferrate.
Un tempo dove i prodotti aziendali rispecchiavano lo stile e i valori della tradizione.
Pizzavacca è ancora oggi l’inconfondibile sigillo di genuinità e semplicità dei prodotti coltivati e lavorati dalla famiglia Pisaroni come le confetture,nettari e conserve di verdura di altissima qualità senza coloranti né conservanti.

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Oliveri
Emilio Oliveri è un’azienda artigiana piemontese che si dedica da tre generazioni alla produzione di funghi porcini secchi e in olio extra vergine d’oliva.
Tutti i prodotti nascono da un territorio, l’alto Monferrato, storicamente vocato alle produzioni di eccellenza gastronomica.
In particolare i prodotti di punta della Oliveri sono: i funghi porcini sott’olio lavorati da fresco e cotti al vapore,in modo da ottenere un prodotto eccellente dal gusto più intenso.

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Dé MAGI
ALCHIMIA DE’ FORMAGGI
Un marchio che racchiude tutta la passione di Andrea Magi per i formaggi.
Andrea si diverte a ideare nuovi metodi di stagionatura e percorsi di lavorazione del formaggio, scegliendo luoghi con particolari microclimi o facendo maturare il prodotto nelle proprie grotte,magari negli orci di terracotta oppure nelle barriques di rovere,nelle conche di travertino o avvolto con foglie di varie piante aromatiche.
Vari sono i formaggi premiati tra i quali uno porta il premio di eccellenza il “Bria Càcio di pecora”

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Caseificio Val D’Aveto
Il caseificio nasce nel 1991 con la vocazione di rilanciare la rpoduzione casearia a latte crudo del “San Stè” e s alvaguardre l’identità della valle.
Oltre al San Stè il caseificio produce anche altri formaggi e yogurt molto densi e cremosi, ottenuti con una lavorazione a bagnomaria e proposto sia banco naturale senza zucchero sia con frutta o con creme; vi aspettiamo nel nostro negozio per farvi conscere il San Stè giovane con stagionatura di 2 mesi.

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Alla fine di questo viaggio virtuale fatto di sapori e tradizioni, vi portiamo con noi al Mercato Centrale di Firenze, meta assolutamente da non farsi scappare per chi vuole mangiare un ottimo panino con il lampredotto o semplicemente trascorrere una bella serata in compagnia di buona musica e ottimo cibo.

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Grazie Firenze,  Grazie Taste…ci vediamo il prossimo anno.

Paola e Lisa

 
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Pubblicato da su 31 marzo 2015 in Uncategorized

 

I risultati del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 15.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

 
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Pubblicato da su 31 dicembre 2014 in Uncategorized

 

Stop #15: The poetry of Scaldaferro’s nougat @ Dolo (Venezia)

Russi-DoloSome months passed after the last Travelling Delights’ trip… Summer has gone and, at least theoretically, it has made the way for Autumn. From here to Christmas, it’s a short step: isn’t it the best moment to taste its flavors in advance? So here we are, ready to tell you the behind the scenes of Scaldaferro‘s torrone sweet (nougat), a one-of-a-kind product! Follow us and discover this wonder…

Scaldaferro insegnaThis time, more than ever, we delved into a small apart world, which smelled of honey and roasted almonds, where tradition and innovation walk hand in hand to create sweets… and it would be reductive to define them delicious.

Foto nonno Scaldaferro e Pietro
But let’s start from the beginning: after our early arrival to the nougat factory, the very kind Urania welcomes us and diplomatically tells us that they were waiting for us at least an hour later… until that time, the nougat production won’t be starting.
Here we learn the first lesson: the long cooking times of this special product aren’t only bragged about, but they are strictly respected. Of course, of the ten hours of cooking needed, they can’t bypass one only because we arrived in advance.
The torrone sweet has its needs, and in this small company they are supported from first to last. Just think of this: Pietro, the member of Scaldaferro’s family who currently runs the company, moves to the plant and lives there for the whole production period – which means months – so that he can personally verify every single detail of it.

Albumi che si montanoSo his work starts every day around 3 a.m., measuring the temperature and humidity of the air, then preparing the mixtures that will fill the eight copper pots, one after the other. The machines, some of which come from the early years of ‘900, whip more or less 50 egg whites together with honey, confectioner’s sugar and Bourbon vanilla. Pietro supervises, changing the speed of the whisks or adjusting the heat of the pots, for the thirteen minutes of the whipping and the following hours of cooking.

Impasti in diverse fasi di cotturaAt some point in the morning, the other employées of the small family company join him: there are three men who help preparing the mixtures, which is a job that needs physical strenght, and around ten women who – hear ye – make the final products by hand, shaping the nougat in wads, pinnacles or small cakes depending on the needs and giving life to unique creations, each of which is different from the others.

Collage sciroppoJust before the end of the cooking of the mixtures, which already have a strong personality thanks to the different kinds of honey in them, they add another handful of vanilla, then a waterfall of honey and sugar syrup, that will help the nougat crystallize at its best, and finally the almonds, which will be the 55% of the final product. These are roasted in advance and then kept in jute sacks, that allow them to perspire their humidity but maintain the heat – it’s important that, when they are added to the mixture, they are at its same temperature – so that the egg whites won’t un-whip.

Collage aggiunta mandorleAfter amalgamating the mixture so that it equally covers all the almonds, it is taken away in small amounts and shared among the women who work it when it still has a temperature of 60/65°C. The temperature is high and the hands are reddened, but there isn’t an alternative: if you leave the mixture out of the pot for just a few minutes, it completely solidifies and becomes useless.
The following step is the wrapping, which happens when the nougat is still warm in order to maintain its crispness, but not before a final check of the wads’ shape and of possible unexpected contents.

Fiocchi di torrone fatti a manoThe raw materials used for this torrone sweet deserve a small but necessary parenthesis: Pietro himself tracks down the most unusual and rare kinds of honey, like the “mascena” rose or medlar honey, he chooses the best nuts, like the  IGP Piedmont hazelnut or the DOP Bronte pistachio, and he matches them adding other excellent ingredients, in order to create the classic products and the limited editions.
All of them, it’s worth underlining it, are rigorously made without adding any chemical additive.

Donne al lavoroI don’t know how many of you have ever had the chance to see the production of nougat with their eyes, least of all of such a quality of torrone sweet: since we had this luck, we can testify that it’s pure poetry, a marvel for each of our five senses.
Sight could get lost for hours looking at the mixtures dancing in the machines or at the fingers running fast on the soft nougat.
Touch is amazed by the gummy texture of the mixture when it’s still raw and warm.
Smell gets inebriated by the sweet fragrances of honey, almonds and vanilla that fill every corner of the plant.
Hearing impatiently listens to the sound of the friable, just cracked nougat.
Taste enrapturedly welcomes the always different flavors – delicate or strong, floral or fruity, traditional or innovative – that this special creature can offer.

Stella di torrone fatta a manoAt this point, you can’t help but tasting Scaldaferro’s nougat: we’re sure that, among all its types, you’ll find the right one for you and you’ll never leave it again. Moreover, thinking about Christmas, these sweet creations could be the perfect gift for everyone… relatives, friends, fiancés, gluttons of every age and every need – consider that many of their products are also glutenfree, so suitable for celiac people too!
What are you waiting for, then? Step by La Delizia (in Russi, near Ravenna) to try this artisan marvel. Paola and her girls are waiting for you with lots of brand new Scaldaferro products!

 
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Pubblicato da su 20 ottobre 2014 in English version!, Uncategorized

 

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Tappa #15: La poesia del torrone Scaldaferro @ Dolo (VE)

Russi-DoloSono passati alcuni mesi dall’ultimo viaggio delle Delizie Itineranti… l’estate è finita e, almeno formalmente, ha lasciato il posto all’autunno. Da qui al Natale, il passo è breve: quale miglior momento per gustarne in anticipo i sapori? Eccoci allora pronte a raccontarvi i dietro le quinte del torrone Scaldaferro, un prodotto più unico che raro! Seguiteci alla scoperta di questa meraviglia…

Scaldaferro insegnaQuesta volta, più che mai, ci siamo trovate immerse in un piccolo mondo a parte, profumato di miele e mandorle tostate, in cui  tradizione e modernità si prendono a braccetto per creare dolci che definire deliziosi sarebbe riduttivo.

Foto nonno Scaldaferro e PietroMa partiamo dall’inizio: arrivati di buon mattino alla sede del torronificio, ci accoglie la gentilissima Urania, che diplomaticamente ci comunica che il nostro arrivo era atteso un’ora più tardi… fino a quel momento, la lavorazione del torrone non inizierà.
Qui impariamo la prima lezione: i lunghissimi tempi di cottura di questo speciale prodotto non vengono solo millantati, ma sono rispettati con precisione. Ovviamente, delle dieci ore di cottura richieste, non se ne può bypassare una solo perché noi siamo arrivati in anticipo.
Il torrone ha le sue esigenze, e in questa piccola realtà vengono assecondate dalla prima all’ultima. Vi basti sapere che Pietro, il membro della famiglia Scaldaferro attualmente titolare dell’azienda, si trasferisce nello stabilimento per tutti i mesi di produzione, in modo da poter controllare personalmente ogni più piccolo dettaglio ad essa legato.

Albumi che si montanoE così il suo lavoro inizia tutti i giorni circa alle tre di notte, rilevando temperatura e umidità dell’aria, poi preparando gli impasti che andranno a riempire gli otto pentoloni di rame, uno dopo l’altro. Le macchine, alcune risalenti ai primi anni del ‘900, si occupano di montare circa 50 albumi ricavati da uova di galline allevate a terra, insieme a miele, zucchero a velo e vaniglia Bourbon. Pietro supervisiona, cambiando la velocità delle fruste o regolando il calore delle pentole, per i tredici minuti della montatura e per tutte le successive ore di cottura.

Impasti in diverse fasi di cotturaA un certo punto della mattinata, subentrano gli altri dipendenti della piccola azienda a conduzione familiare: tre uomini che aiutano con la preparazione degli impasti, lavoro che richiede forza fisica, e una decina di donne che – udite udite – preparano a mano i prodotti finali, modellando il torrone in fiocchi, pinnacoli o tortine a seconda delle esigenze e dando vita a creazioni tutte diverse l’una dall’altra.

Collage sciroppoVerso la fine della cottura degli impasti, già dotati di un proprio forte carattere grazie ai diversi tipi di miele utilizzato, si aggiunge un’altra manciata di vaniglia, poi una cascata di sciroppo di miele e zucchero, che consentirà al torrone di cristallizzare nel migliore dei modi, e infine le mandorle, che saranno il 55% del prodotto finale. Queste vengono preventivamente tostate e poi conservate in sacchi di iuta, che lasciano traspirare la loro umidità ma ne mantengono il calore – è importante che quando vengono aggiunte all’impasto abbiano la sua stessa temperatura, per evitare di smontare gli albumi.

Collage aggiunta mandorleDopo aver ben amalgamato l’impasto in modo che ricopra uniformemente tutte le mandorle, questo viene prelevato in piccole quantità e suddiviso fra le donne che lo lavorano quando ancora ha una temperatura di 60/65°. La temperatura è alta e le mani arrossate, ma non si può fare altrimenti: basterebbe lasciarlo fuori dal pentolone pochi minuti per farlo solidificare completamente e renderlo quindi inutilizzabile.
Il passaggio successivo è quello dell’impacchettamento, che avviene a torrone ancora caldo per mantenerne la fragranza, non prima di aver effettuato un controllo finale sulla forma dei fiocchi e su eventuali contenuti anomali.

Fiocchi di torrone fatti a manoUna piccola ma fondamentale parentesi la meritano le materie prime utilizzate: Pietro in persona scova i mieli più inusuali e rari, come quello di di rosa mascena o di nespolo, sceglie la frutta secca migliore, come la nocciola trilobata delle Langhe o il pistacchio di Bronte, e li abbina fra loro e con aggiunta di altri ingredienti, tutti eccellenti, per creare le linee di prodotti classici e le limited edition.
Tutti, è bene sottolinearlo, sono rigorosamente realizzati senza l’aggiunta di additivi chimici di alcun tipo.

Donne al lavoroNon so quanti di voi abbiano avuto l’opportunità di assistere coi propri occhi alla lavorazione del torrone, men che meno di un torrone artigianale di questa qualità: noi, avendo avuto questa fortuna, possiamo testimoniare che è pura poesia, uno spettacolo per tutti i cinque sensi.
La vista potrebbe perdersi per ore a fissare gli impasti che danzano nelle macchine o le dita che corrono veloci sul torrone morbido.
Il tatto si stupisce per la consistenza gommosa dell’impasto ancora crudo e caldo.
L’olfatto viene inebriato dai profumi dolci di miele, mandorle e vaniglia che occupano ogni angolo dello stabilimento.
L’udito ascolta impaziente il “crock” del torrone friabile appena spezzato.
Il gusto accoglie estasiato i sapori sempre diversi, delicati o decisi, floreali o fruttati, tradizionali o innovativi, che questa creatura speciale è in grado di offrire.

Stella di torrone fatta a manoA questo punto, non potete non assaggiare il torrone Scaldaferro: siamo certi che fra tutte le qualità troverete quella che fa per voi e non la lascerete più. Fra l’altro, pensando al Natale, queste dolci creazioni potrebbero essere un’idea regalo perfetta per tutti… parenti, amici, fidanzati, golosi di ogni età e con ogni esigenza – considerate che molti dei loro prodotti sono anche senza glutine, quindi adatti per i celiaci!
Cosa aspettate allora a passare alla Delizia per provare questa meraviglia artigianale? Paola e le sue ragazze vi aspettano con tanti prodotti Scaldaferro appena arrivati!

 
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Pubblicato da su 14 ottobre 2014 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Stop #14: Morgan’s pickles, a vegetable garden in a jar @ Malo (Vicenza)

Russi-Malo

We said goodbye in autumn with Marangoni’s chocolate-covered fruit and now, after many months and some vicissitudes, the Travelling Delights are back at their best, with a north-bound trip looking for Morgan and his magic Pickles.

As soon as we get to the headquarters of the company, Luciana, Morgan’s wife, welcomes us with lots of energy, smiles and words. In the small office, also used as company shop, surrounded by colorful jars filled with vegetables, we meet the man who gives his name to the pickles. The passion which moves him clearly shows through his blue attentive eyes, even before than through his words.
In the warehouse used for the various activities, he begins to tell us his story.

L'ingresso del magazzino

The hall of the warehouse

Morgan was born in Friuli as a chef, he travelled the world to better himself and at some point of his life he stopped in Veneto where he opened the restaurant “5 Sensi”. It’s not hard to imagine him cooking and studying new original recipes, changing them at the last minute in order to follow his inspiration. The role of the chef, as he often states, is full of fantasy, and needs both passion and technique, but leaves an edge of freedom where to express one’s flair.

Polipo con giardiniera di Morgan tritata

Octopus with lentils, polenta chips and pickles

One day, Luciana suggested Morgan to prepare some jars of pickles: she used to make them at her place with her roommates during the electronic ingeneering studies at university. She gave her husband her recipe, and he immediately challenged her saying that it was good but he could makeit better. So, after many tries, the recipe of Morgan’s pickles was born, and they began to sell them in a small shop at the restaurant.

Giardiniere in fila

Morgan’s Pickles (La Giardiniera di Morgan)

At some point, Morgan and Luciana noticed that some clients came back from all over Italy not only to eat at the restaurant, but mainly to buy some jars of pickles! In that moment, the spouses understood that it would have been right to give them the space they deserved… so, complicit some circumstances in favor of this decision, the restaurant was closed and Morgan’s activities moved to the industrial area near Vicenza.
Since he didn’t want to abandon completely his activity as a chef, he maintained the “5 sensi” alive and it continues to produce, among other things, a high-level catering service for ceremonies and private events.
Simultaneously, Morgan’s pickles evolved giving birth to many other products, each of which is based on the same philosophy but has got specific characteristics.

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The small Morgan and Anna’s pickles (Giardiniera di Anna di Morgan) and two other kinds of pickles

But what is this philosophy? First of all, at its base there’s the choice of excellent products and their respect. The vegetables (peppers, carrots, cauliflowers, fennels, green beans, onions…) come from small and big companies of the area, some of them are organic and they follow as much as possible the periodicity. The first thing that happens, immediately after the arrival of the loads, is the tasting: everything, before being put into the productive chain, passes through Morgan’s teeth so that he can evaluate the product and make sure it’s tasty and crunchy.

Paola e Morgan alle prese col cavolfiore

Morgan and Paola cut the cauliflower

After it, the vegetables are cleaned and precisely cut by hand by some diligent guys, very young and accurate in their job. It’s important that the final size of the vegetables is the right one to allow a perfect final product.
The following step is the steam cooking, that happens separately for each vegetable. Right after it, the vegetables pass through the blast chiller, so that their color and consistency stay the same.
In the end, they are potted in specific percentages and left to macerate in their seasoning, then pasteurized – in other words, the jars are put into big ovens for some hours, in order to make their hearts reach the temperature of 85/90°. In this way you provide for the complete lack of chemical additives and preservatives, which is a characteristic of these pickles.

La pulizia dei peperoni

The guys who clean and cut peppers

Apart from the processing, aimed to the preservation of the vegetables’ properties, the secret of Morgan’s products is obviously the seasoning in which they macerate… every kind of pickles has its own seasoning, obtained with different percentages of vinegar, oil and spices – and the recipe is clearly secret.

Paola alle prese con le verdure

Paola cutting vegetables

But Morgan’s genius also gave him the idea to dedicate a kind of pickles to every important person of his family. The first one was Luciana, sweeter and “well rounded” than the usual pickles; than it was the turn of Giada, dedicated to the firstborn: fanciful and colored, characterized by a cap which is blue like the girl’s eyes; then Anna was born: it’s still in the testing stage, it has a small and roly poly jar like she is, with a fresh and strong flavour thanks to the ginger and whole chili peppers. The only missing one is the pickle dedicated to the little Giovanni that – they say – will be the craziest one.

Giardiniera Giada di Morgan

Morgan and Giada’s pickles (La Giardiniera Giada di Morgan)

In addition to these, the other specialties are the purple onions, the “pioppini” mushrooms, the white asparagus and the chicory from Treviso… so there is really something to suit everybody’s fancy and every match!

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A wall of colors… purple onions, carrots and pioppini mushrooms

Yes, because what Morgan wants to communicate with its work is that pickles are not only something to eat in winter with boiled meat, but on the contrary it’s a great way to include vegetables and their colors all year round, turning them into appetizers, matching them with meat and fish or using them as a salad seasoning.
Morgan put the vegetable garden in a jar, and gave it a new life.

Assaggio di giardiniera Anna di Morgan

A tasting of Morgan and Anna’s pickles (Giardiniera di Anna di Morgan)

We’re sure we made your mouth water, right?
So don’t hesitate, step by La Delizia (in Russi, near Ravenna) where you can find different kinds of Morgan’s pickles… they will satisfy your curiosity and your taste!

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2014 in English version!, Uncategorized

 

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Tappa #14: La Giardiniera di Morgan, ovvero l’orto in un barattolo @ Malo (VI)

Russi-Malo

Ci eravamo lasciati in autunno con la frutta ricoperta di cioccolato Marangoni e ora, dopo molti mesi e alcune vicissitudini, le Delizie Itineranti tornano alla grande, con un viaggio verso nord alla scoperta di Morgan e delle sue magiche Giardiniere.

Appena arriviamo alla sede dell’azienda ci accoglie Luciana, moglie di Morgan, un concentrato di energia che regala sorrisi e parole. Nel piccolo ufficio che fa anche da spaccio aziendale, circondati da barattoli coloratissimi di verdure, incontriamo colui che da il nome alle giardiniere. La passione che muove il suo lavoro traspare limpida dagli occhi azzurri e attenti, prima ancora che dalle parole che pronuncia.
Nel capannone che usa come magazzino per le varie attività, inizia così a raccontarci la sua storia.

L'ingresso del magazzino

L’ingresso del magazzino

Morgan è friulano, nasce come cuoco, gira il mondo per perfezionarsi e ad un certo punto della sua vita si ferma in Veneto dove apre il ristorante 5 Sensi. Non è difficile immaginarlo dietro ai fornelli mentre studia ricette sempre nuove e originali, modificate all’ultimo minuto con aggiunte fatte sull’onda dell’ispirazione. Quello del cuoco, come lui ci ripete più volte, è un ruolo fantasioso, che richiede passione e tecnica, ma che lascia un margine di libertà in cui esprimere il proprio estro.

Polipo con giardiniera di Morgan tritata

Polpo con lenticchie, chips di polenta e Giardiniera di Morgan

Un giorno, Luciana ha proposto a Morgan di preparare qualche barattolo di giardiniera: lei era solita farla in casa con le coinquiline mentre studiava ingegneria elettronica all’università. Ha dato al marito la sua ricetta, e lui ha colto la palla al balzo per sfidarla, dicendole che era buona ma lui avrebbe potuto migliorarla. Così, dopo vari tentativi, è nata la ricetta della Giardiniera di Morgan, che veniva venduta in un piccolo spazio apposito ricavato nel ristorante.

Giardiniere in fila

La Giardiniera di Morgan

Ad un certo punto, Morgan e Luciana hanno iniziato a notare che certi clienti tornavano lì da tutta Italia non tanto per mangiare al ristorante, quanto piuttosto per comprare qualche barattolo di giardiniera! È stato in quel momento che i coniugi hanno capito che sarebbe stato giusto darle lo spazio che meritava… e così, complici alcune circostanze che vertevano a favore di questa decisione, il ristorante è stato chiuso e le attività di Morgan si sono spostate nella zona industriale della provincia vicentina.
Non volendo abbandonare del tutto l’attività di cuoco, ha mantenuto attiva la realtà 5 sensi, che continua a fornire, fra le altre cose, un servizio di catering di alto livello per cerimonie ed eventi privati.
Parallelamente, quella che era la Giardiniera di Morgan si è evoluta dando vita a molti altri prodotti, tutti basati sulla stessa filosofia ma con caratteristiche peculiari.

Giardiniere esposte

Le piccole Giardiniere di Anna di Morgan e due monovarietali

Ma qual è questa filosofia? Innanzi tutto, alla base c’è la scelta di prodotti ottimi e il rispetto di questi ultimi. Le verdure (peperoni, carote, cavolfiori, finocchi, fagiolini, cipolle…) arrivano da aziende più o meno grandi della zona, alcune sono coltivate con metodo biologico e seguono per quanto possibile la stagionalità. La prima cosa che succede, immediatamente dopo l’arrivo dei nuovi carichi, è l’assaggio, piccolo rito a cui ci siamo sottoposti volentieri anche noi: tutto, prima di essere inserito nella catena produttiva, passa sotto i denti di Morgan che valuta il prodotto e si assicura che sia saporito e croccante.

Paola e Morgan alle prese col cavolfiore

Morgan e Paola puliscono il cavolfiore

Dopo di che, le verdure vengono pulite e tagliate rigorosamente a mano da alcuni solerti ragazzi, giovanissimi e precisi nel loro lavoro. È importante che la pezzatura finale delle verdure sia quella giusta per ottenere un prodotto ottimale.
Lo step successivo è quello della cottura al vapore, che avviene per ogni verdura separatamente. Subito dopo, le verdure fanno un passaggio nell’abbattitore di temperatura, in modo che il loro colore e la croccantezza si mantengano perfettamente.
Infine, esse vengono invasate in percentuali precise e lasciate a macerare nella loro bagna, poi pastorizzate – ovvero, i vasi vengono inseriti in grandi forni per qualche ora, in modo che anche il cuore del loro contenuto raggiunga come minimo la temperatura di 85/90°. In questo modo si sopperisce alla mancanza di qualsiasi prodotto chimico, caratteristica di queste giardiniere.

La pulizia dei peperoni

I ragazzi che puliscono e tagliano i peperoni

Oltre alla lavorazione, tesa a non alterare le proprietà delle verdure, il segreto della riuscita dei prodotti di Morgan è ovviamente la bagna in cui esse macerano… ogni tipo di giardiniera ha una bagna a sé, ottenuta con diverse percentuali di aceto, olio e spezie, la cui ricetta è chiaramente segreta.

Paola alle prese con le verdure

Paola alle prese col taglio delle verdure

Ma la genialità di Morgan è anche quella che gli ha fatto pensare di dedicare una giardiniera ad ognuna delle persone della sua famiglia. La prima nata è stata Luciana, più dolce e “rotonda” delle classiche giardiniere; poi è stato il turno di Giada, dedicata alla primogenita: fantasiosa e colorata, caratterizzata dal tappo blu come gli occhi della bambina; infine è nata Anna, ancora in fase di testing, col vaso piccolo e rotondetto come è lei, dal sapore fresco e deciso grazie alla presenza di zenzero e peperoncini interi. Manca solo la giardiniera dedicata al piccolo Giovanni che – ci dicono – sarà la più pazza di tutte.

Giardiniera Giada di Morgan

La Giardiniera Giada di Morgan

Oltre a queste, le altre specialità sono le cipolle viola, i funghi pioppini, gli asparagi bianchi e il radicchio trevigiano… insomma, ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutti gli abbinamenti!

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Un muro di colori… cipolle viola, carote, pioppini

Sì, perché il messaggio che Morgan vuol fare passare col suo lavoro è che la giardiniera non è solo il classico contorno da mangiare in inverno con la carne bollita, ma è anzi un ottimo modo per inserire le verdure e i loro colori nella dieta di tutto l’anno, trasformandole in antipasti, abbinandole a carni e pesci o usandole come condimento per le insalate.
Morgan ha messo l’orto in un barattolo, e gli ha ridato nuova vita.

Assaggio di giardiniera Anna di Morgan

Un assaggio di Giardiniera di Anna di Morgan

Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca, vero?
Allora non aspettate oltre, passate alla Delizia dove potrete trovare diversi prodotti della linea Giardiniere di Morgan… soddisferanno la vostra curiosità e il vostro palato!

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2014 in Uncategorized, Versione italiana

 

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