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Tappa #5: La Pasta di Aldo @ Monte San Giusto (MC)

20 Giu

Stavolta siamo rimaste in tema “primi piatti” e, dopo il riso Zaccaria, ci siamo dedicate alla pasta andando in provincia di Macerata a scoprire chi sta dietro il mitico marchio La Pasta di Aldo.

Dopo un po’ di curve e qualche minuscola stradina in salita – o discesa, dipende dai punti di vista – imboccata per sbaglio, siamo arrivate davanti ad un piccolo stabile con un’insegna in corsivo che ci diceva inequivocabilmente che eravamo arrivate nel luogo giusto.

La prima cosa che abbiamo scoperto è che, dietro alla Pasta di Aldo, non c’è in realtà nessun Aldo – ci sono invece Maria e Luigi, marito e moglie. E Aldo chi è, allora? Nessuno, è un acronimo che risulta dall’unione delle prime due lettere dei loro cognomi. Scelta molto azzeccata!

Luigi è un personaggio con cui tutti dovrebbero passare almeno una giornata nella vita, è un vulcano di idee, di vitalità, di parole, di iniziativa, di carisma. Staresti ad ascoltarlo per ore, e lui non si stancherebbe mai di parlarti delle sue avventure, della sua vita e della sua filosofia.
Maria è una donna dal viso dolce, molto più pacata e tranquilla rispetto al marito, ma dalla tempra forte. Luigi ci dice che lui è proiettato nel futuro, mentre lei è centrata nel presente ed è una maga nel risolvere i problemi mano a mano che si presentano.

Senza tanti convenevoli, con la semplicità e la schiettezza che contraddistinguono sia la persona che il suo prodotto, Luigi ci invita a sbrigarci ad entrare nel laboratorio, perchè la produzione di pasta della giornata sta finendo.


Lì troviamo Maria, alle prese con un macchinario che da un rullo di impasto ricava e fa uscire costantemente filini di pasta che sembrano d’oro. Lei li raccoglie con un bastoncino di acciaio, agganciandoli esattamente a metà della loro lunghezza, con una precisione svizzera frutto di lunghi anni di lavoro, poi li posiziona nel carrello che le sta davanti.

Alla fine del processo, ogni carrello è carico di 50 kg di pasta – ed ogni mattina si producono circa 4 carrelli. Ovviamente Maria non è da sola in questo lavoro, ma è affiancata da un altro paio di persone.
“Ma tanto a breve questa mansione verrà svolta da un robot!” – ci annuncia Luigi, che non solo produce la pasta, ma progetta anche le macchine che gli servono per progredire nel lavoro.


La macchina che stende l’impasto, ad esempio, l’ha inventata lui – sul mercato non esisteva ciò che desiderava, quindi ha pensato bene di lavorarci su e se l’è creata da solo, tenendosela per sé.
Stessa cosa è successa per l’essiccatrice: quelle che esistevano in commercio andavano bene, ma non erano perfette. Lui ha ripreso l’idea delle vecchie essiccatrici in legno e ne ha progettata e realizzata una nuova, unendo l’antico e il moderno. In questo caso l’ha brevettata, ed ora viene venduta in tutto il mondo.

Ma come sono arrivati fino a qui, Luigi e Maria?
Al contrario di quello che si potrebbe pensare, in questo caso non c’è stato un passaggio di testimone fra generazioni. Entrambi provengono da famiglie di contadini, non di pastai.
Luigi, finita la scuola media, ha iniziato gli studi di agraria con la disapprovazione di suo padre, che desiderava per lui un futuro diverso, magari come ragioniere. Lui, invece, sognava di diventare un produttore di Parmigiano e di esportarlo nelle Marche… ma poi la realtà ha prevalso sulla fantasia, e Luigi ha iniziato davvero l’attività di ragioniere aprendo uno studio con suo fratello.
La passione per la pasta, che la nonna gli aveva trasmesso fin da piccolo insegnandogli a farla e raccontandogli i suoi segreti, ha ricominciato a bussare quando ha incontrato Maria. A quel punto, circa 20 anni fa, abbandonato il suo lavoro ormai ben avviato e di successo, ha iniziato a sperimentare.


Essendo un ricercatore nell’anima, Luigi non si è certo accontentato di produrre una pasta qualunque: abituato a chiedersi il perchè di ogni cosa, ha naturalmente applicato questo interrogativo anche al nuovo mondo che aveva deciso di esplorare. Alla fine di ogni esperimento, analizzava il risultato e si chiedeva perchè non avesse raggiunto la perfezione che desiderava.
Questo lavoro di perfezionamento è stato ed è tuttora continuo, e nel giro di una decina d’anni l’ha portato ad ottenere risultati abbastanza soddisfacenti da mettere in piedi un’attività più strutturata, nel laboratorio attuale.

Come potete intuire, nulla è lasciato al caso nel pastificio di Monte San Giusto. La pasta che viene prodotta è il risultato di un lavoro certosino, più simile al rito artistico di un genio che alla semplice manodopera di un artigiano.


I segreti che stanno dietro alla straordinaria riuscita di questo prodotto sono solo apparentemente semplici: prima di tutto la scelta di ingredienti di prima qualità – le farine sono tutte selezionate da Luigi, che si rivolge solo a molini di fiducia, i quali spesso preparano semole apposta per lui; poi la mescola delle semole stesse, conosciuta solo dai due coniugi e sempre diversa a seconda del prodotto, che è ciò che conferisce alla pasta la giusta porosità e le permette di tenere perfettamente la cottura; infine l’essiccazione, lenta (dura dalle 7/8 ore ad una notte intera) e a basse temperature. E c’è da sottolineare che, solo per imparare come essiccare al meglio la pasta, Luigi e Maria hanno fatto tentativi per due anni!


Anche la manodopera dei dipendenti è importante, e non sempre sostituibile da macchinari: quando arriva il momento di “spiccare” la pasta dopo l’essiccazione – ovvero di toglierla dai carrelli e procedere col confezionamento – l’occhio umano ed esperto è l’unico garante nella selezione.

Se la pasta non è perfetta, viene scartata per non alterare la qualità del prodotto che esce dal laboratorio. Ci sono giornate in cui interi carrelli vengono buttati, perchè magari l’essiccazione non è riuscita come avrebbe dovuto. Se le scatole cadono e la pasta si rompe? Viene regalata a parenti ed amici, non certo venduta.

A proposito delle scatole, nemmeno quelle sono lasciate al caso: il cartone è quello usato anche per i contenitori della pizza, non plastificato. Un altro cartoncino viene incastrato all’interno per “riempire lo spazio” e far sì che la pasta non si sposti lasciando mezza confezione antiesteticamente vuota.

I coperchi sono eleganti nella loro semplicità, e molto versatili grazie all’etichetta, che viene attaccata alla fine e di cui esistono diverse versioni a seconda dell’esigenza – ogni mercato richiede informazioni diverse sull’etichetta e Luigi, piuttosto che realizzarne una unica con un’accozzaglia di dati in lingue varie, ha preferito optare per la differenziazione.

La Pasta di Aldo, in effetti, è venduta nel mondo ancora più che in Italia. Luigi seleziona non solo gli ingredienti ma anche i clienti: vuole solo i migliori, non gli interessa la distribuzione su larga scala ma soltanto quella di qualità. Ecco quindi che la sua pasta prende ad esempio il volo verso l’Arabia Saudita, l’Inghilterra, dove viene assaporata anche dalla Regina Elisabetta, o verso selezionatissimi negozi italiani come la nostra Delizia.

Ormai questo marchio è una garanzia assoluta di qualità, la pasta di Luigi e Maria è pluripremiata da tutti i maggiori esperti del settore come la migliore pasta secca all’uovo d’Italia. Se vi andrà di spulciare la rassegna stampa che trovate sul loro sito, vi potrete fare un’idea…


E se non vi bastasse tutto ciò, possiamo garantire anche personalmente: è una pasta fantastica, compatta, corposa, porosa, che tiene la cottura in modo perfetto, dal sapore deciso ma non invadente, leggera e digeribile. I formati disponibili sono tanti, e vanno dalla pasta all’uovo classica marchigiana come i Maccheroncini, a quella originaria di altre regioni come le Pappardelle, dalle paste aromatizzate al tartufo e allo zafferano fino a quelle realizzate con grano saraceno e farro. Ce n’è decisamente per tutti i gusti, ed ogni formato è eccellente.

Andare a trovare “Aldo” è stata una rivelazione ed un’iniezione di entusiasmo travolgente: nella vita c’è sempre spazio per migliorarsi e, se si persegue fortemente un sogno lavorando duramente per realizzarlo, si possono ottenere risultati che vanno al di là di ogni aspettativa. La Pasta di Aldo ne è una prova, e siete tutti invitati a toccare con mano – ma soprattutto assaggiare con bocca… passate da Russi e capirete!

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4 commenti

Pubblicato da su 20 giugno 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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4 risposte a “Tappa #5: La Pasta di Aldo @ Monte San Giusto (MC)

  1. dinoyinieti.blog.com

    17 aprile 2013 at 00:13

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