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Tappa #6: La birra artigianale di 32 Via dei Birrai @ Onigo di Pederobba (TV)

27 Giu

Finalmente, dopo tanto mangiare su e giù per l’Italia, siamo passate alle bevande… e non a delle bevande qualsiasi, bensì alla birra artigianale di 32 Via dei Birrai!

Proprio nei giorni in cui il caldo e l’afa hanno iniziato a farla da padroni, con quasi 40 gradi a farci compagnia sotto un sole cocente, abbiamo ben pensato di raggiungere il Veneto per andare a rinfrescarci con qualche sorso di ottima birra artigianale.

Ad Onigo di Pederobba, una località nella pianura trevigiana circondata da colline ricoperte di Valdobbiadene, in una zona industriale si trova il piccolo stabilimento dove nasce la birra 32. Riconoscibilissimo, grazie all’inconfondibile marchio che occupa trionfalmente buona parte della parete esterna.

Ancora prima di arrivare incrociamo Loreno, uno dei tre soci fondatori dell’azienda, che sta andando a prendere un caffè al bar. Ci uniamo, iniziamo a parlare e capiamo che sarà una giornata a base di tantissime chiacchiere che, oltre che essere istruttive, saranno di sicuro anche molto piacevoli.
Oltre a Loreno, che si occupa più della parte commerciale, gli altri due pilastri della compagnia sono Fabiano, mastro birraio italo-belga, ed Alessandro, ingegnere con la passione per la birra.
Tutti e tre evidentemente dotati di menti molto brillanti, perchè se c’è un aggettivo che ben si sposa con il birrificio 32 è: geniale!

Lo si può capire già dal momento in cui si entra negli uffici dello stabilimento, o nella saletta in cui vengono organizzati corsi che, ad esempio, insegnano come riutilizzare i materiali dell’imballaggio. Sì, perchè uno dei principi fondamentali della loro filosofia è: della birra non si butta via niente. Nemmeno i tappi, gli scatoloni che la contengono o i cartoncini che separano le bottiglie nella confezione da sei.
I primi si trasformano in portachiavi, meravigliose tende o addirittura gioielli; i secondi in scaffali, gambe per tavoli e chi più ne ha più ne metta; i terzi in dépliant o cartelli da banco. Loreno ha anche inventato il cartomeccano: alcune parti degli scatoloni che contengono le bottiglie si possono staccare e riutilizzare come sottobicchieri o per creare originali sculture.

La genialità sta anche nel design che caratterizza tutta la produzione 32: le bottiglie hanno una forma particolare ed unica, il cerchio è stato scelto come simbolo principale, i grandi bollini colorati associati ai nomi delle birre rendono immediatamente riconoscibile il prodotto, i tappi sono dello stesso colore del bollino e su un lato hanno stampata una lettera… in modo da poter scrivere delle frasi affiancandoli!

Persino il nome, come avrete notato, si distingue dalla massa. Perchè proprio 32 e non un altro numero? Perchè il 32 corrisponde alla classe di appartenenza della birra, in base alla classificazione internazionale che categorizza i prodotti. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare!

Il birrificio 32 è nato sei anni fa dal nulla. Loreno ha gestito per 14 anni un locale di successo, poi ha interrotto l’attività intraprendendone altre che non l’hanno soddisfatto fino in fondo. Intanto aveva conosciuto Fabiano, e ad un certo punto con lui ha deciso di sfidare la sorte e tentare la realizzazione di un sogno: aprire un birrificio. Con un primo investimento di 80mila euro in macchinari usati, sono riusciti a mettere in piedi l’attività, che si è poi arricchita e raffinata nel corso degli anni, portando il marchio 32 Via dei Birrai al successo in Italia e nel mondo.

Come per tutti i prodotti veramente eccellenti, anche in questo caso gli elementi fondamentali sono pochi: gli ingredienti di partenza devono essere di ottima qualità – sia i cereali, che le spezie (romagnole), che il luppolo (belga) sono stati accuratamente selezionati da Loreno e soci – e la lavorazione deve essere semplice, in modo da non snaturare il risultato finale.


Alla base di ogni tipo di birra prodotta, comunque, c’è un’attenta ricerca pensata per dosare al meglio miscele e sapori. Una percentuale del ricavato delle vendite viene infatti regolarmente destinata alla ricerca per migliorare il proprio prodotto: nel birrificio c’è uno “stanzino del piccolo chimico” dove si provano pozioni e nasce la magia.

Il procedimento di produzione della birra prevede varie fasi: prima di tutto i cereali vengono tostati – nel nostro caso abbiamo assaggiato qualche chicco di orzo tostato ed “inacidito” che sarebbe poi stato la base per l’Audace – e cotti insieme al luppolo nell’acqua a quasi 100 gradi.

Il liquido così ottenuto viene filtrato per togliere i residui dei chicchi, dopo di che vengono aggiunti i lieviti e il tutto rimane a riposare in una cisterna per alcune decine di giorni. Avviene così una prima fermentazione, ovvero viene rilasciata molta anidride carbonica – dalla cisterna infatti parte un tubicino da cui può sfiatare.


La birra così ottenuta viene poi imbottigliata, chiusa con tre protezioni – il tappo a turacciolo, quello a corona e la capsula esterna, inscatolata e poi messa a riposare a 24° in una cella dove ha luogo la seconda fermentazione, che fa sì che si sprigionino al meglio tutti gli aromi.


In sostanza, dall’inizio della lavorazione al momento in cui la birra risulta pronta, passano circa 45 giorni. Se contate che le cisterne di fermentazione sono soltanto due, capite che la produzione non può essere più di tanto elevata, e questo preserva un’attenzione totale nei confronti di ogni passaggio ed una qualità finale ottima. Considerate anche che ogni lotto di birra viene provato a campione, e se non corrisponde ai canoni di qualità non viene venduto. E’ anche vero che, come ci sottolinea più volte Loreno, trattandosi di birra artigianale il risultato non è mai uguale a se stesso… ma deve sempre essere ottimo!

Le birre della scuderia 32 sono sette: Curmi, Audace, Oppale e Tre+Due vengono prodotte continuativamente per tutto l’anno; Admiral, Atra e Nebra sono invece stagionali. Ognuna di esse è dotata di caratteristiche peculiari a livello di colore, gradazione alcolica, aromi e quindi abbinamenti con le pietanze.

Noi, per sedare la nostra curiosità, abbiamo pranzato provando l’abbinamento di Tre+Due e Curmi con una serie di formaggi più o meno stagionati… ed abbiamo scoperto che sono molto adatte con quelli più freschi.

Sono sicura che tutto questo parlare di birre vi abbia fatto aumentare esponenzialmente la sete e la voglia di provarle, con la calura estiva che avvolge tutti in questi ultimi giorni.
Allora non dovete fare altro che passare per Russi e fermarvi alla Delizia per procurarvi un po’ di queste birre geniali… se poi avete degli amici amanti di questo genere, regalate loro qualche birra di 32 Via dei Birrai e farete un figurone!

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Pubblicato da su 27 giugno 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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