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Tappa #9: Le specialità ittiche di Friultrota @ San Daniele del Friuli (UD)

19 Ott

Il nostro ultimo viaggio ci ha portato a conoscere da vicino una realtà che da tempo volevamo condividere con voi: l’azienda Friultrota ed i suoi prodotti prelibati.

La terrazza di San Daniele

A San Daniele del Friuli, in una zona che pullula di prosciuttifici, c’è uno stabilimento che si distingue orgogliosamente per tipologia, esibendo all’ingresso non una coscia di maiale ma una moderna scultura ittica in ferro battuto. Il suo prodotto principe è conosciuto ovunque come “La Regina di San Daniele”, e quanto a celebrità non ha nulla da invidiare ai concittadini prosciutti. Quell’azienda è proprio la Friultrota, che abbiamo visitato per voi e che ora vi raccontiamo con piacere.

La Regina di San Daniele

La storia di questa attività, e della famiglia che le ha dato vita, è quanto mai caratterizzata da quella sana follia e quel coraggio che portano a seguire le proprie passioni anche quando il buon senso direbbe di lasciar perdere… ma, alla resa dei conti, è la dimostrazione lampante del fatto che il lavoro duro, quando poggia le sue basi su una forte passione, ripaga abbondantemente di ogni fatica.

Riconoscimenti ricevuti da Friultrota

Giuseppe Pighin, fondatore dell’azienda e padre dell’attuale titolare Mauro, era un uomo poco istruito – come spesso accadeva nella sua epoca – ma molto ingegnoso. Era curioso e aveva molte idee innovative, che spesso seguiva sentendosi dare del pazzo da chi lo circondava – fino a quando poi tutti dovevano ricredersi e rendergli merito per la sua lungimiranza.

L’attività di famiglia, inizialmente, non c’entrava proprio nulla con l’ittica: si occupava infatti di ghiaia e calcestruzzi, e si svolgeva principalmente in una cava situata sul fiume Tagliamento. Piano piano, a forza di scavare, si è formato un laghetto nel quale Giuseppe ha fatto depositare alcune trote, che poi ha iniziato ad allevare e a pescare per piacere personale.

Laghetti per la pesca sportiva, situati di fianco all’allevamento

Data la crescita di taglia e numero dei pesci, negli anni ’70 la famiglia Pighin ha provato a venderli sul mercato del fresco, vedendosi però costretta a smettere perchè la sua modalità di allevamento – molto “domestica” e che quindi non badava a spese – la portava ad avere costi troppo alti.

Alla fine degli anni ’70, per delle coincidenze fortuite che, col senno di poi, si sono rivelate provvidenziali, hanno conosciuto una persona appassionata di lavorazione del pesce ed uno chef che era stato un pioniere nell’affumicatura del salmone e che voleva provare con la trota. Forti dei loro commenti entusiasti e di quelli di chi aveva assaggiato i loro pesci e sosteneva che la qualità delle carni fosse decisamente superiore a quella delle altre trote provate in precedenza, i membri della famiglia hanno deciso di abbandonare definitivamente l’attività alla cava e di dedicarsi a quella dell’allevamento e della lavorazione delle trote – scegliendo quindi di seguire ciò che li appassionava, nonostante l’incertezza delle prospettive.

Fil di Fumo

Da completi autodidatti, Giuseppe e i suoi figli hanno così cominciato a fare esperimenti di conservazione del pesce, lasciandosi ispirare dalle proprie intuizioni, senza seguire i sentieri già battuti da altri ma avventurandosi in quel settore in maniera totalmente empirica. Il loro primo “laboratorio” è stata la cantina di una zia, poi si sono trasferiti nel vagone di un treno rivestito internamente di acciaio inox. Le cavie erano i figli: tutti gli esperimenti approvati da loro venivano in seguito proposti al pubblico.

Filetto di trota salmonata agli agrumi

Il principale metodo di lavorazione da loro utilizzato è stata l’affumicatura, ma in tal modo il loro prodotto si è trovato a dover fare concorrenza al salmone – che all’epoca era ancora di ottima qualità in quanto lavorato a livello non industriale.

La saletta per le degustazioni

Nel 1984, a dispetto di tutti quelli che davano loro dei pazzi, i Pighin hanno colto il guanto della sfida ed hanno dato vita all’attuale azienda Friultrota. A quel punto, grazie a tutti gli esperimenti e le collaborazioni fatte in precedenza, avevano già le competenze per sapere perfettamente ciò che volevano e come realizzarlo – ad esempio, le loro celle di affumicatura non sono mai state quelle “standard” proposte dai fornitori, ma sono state elaborate su misura in base alle loro esigenze.

Uova di trota

Questo è stato sicuramente un punto di forza dell’azienda, mentre il secondo – fondamentale – è di certo la qualità che ha caratterizzato fin dall’inizio il loro allevamento: si tratta infatti di un allevamento a bassa densità (15kg di pesce per metro cubo, quantità che è addirittura inferiore allo standard per la produzione biologica), realizzato con un’alimentazione non spinta e con mangimi di buona qualità, ed effettuato nel rispetto dei tempi naturali di crescita degli animali.
Anche la qualità dell’acqua è fondamentale, in quanto le trote hanno bisogno che sia purissima: in questa zona c’è la fortuna di avere acqua risorgiva, che viene prelevata dal Tagliamento con un sistema di canali ed arriva diretta nell’allevamento.

Dal Tagliamento all’allevamento, con l’impeto dei giorni di pioggia!

Il pesce viene poi pescato con metodi non invasivi (utilizzando una piccola rete che viene calata in acqua al bisogno) circa due o tre volte alla settimana, dopo di che viene immediatamente macellato in delle apposite strutture in loco, in modo da farlo arrivare in tempi brevissimi già pulito nello stabilimento poco distante in cui viene lavorato.

Guancia di trota

Fondamentale, in questa serie di passaggi dalla pesca alla lavorazione finale, è la velocità – meno tempo passa fra la prima fase e l’ultima, più i grassi mantengono intatte le loro qualità e quindi migliore sarà il prodotto risultante. Inoltre, nella lavorazione viene sempre rispettata la catena del freddo: tutte le operazioni – taglio, spinatura, salatura, eventuale speziatura – vengono svolte a mano in ambienti la cui temperatura non supera i 12/14 gradi.

L’oblò attraverso il quale osservare la lavorazione

I tempi dedicati ai diversi passaggi, come per esempio la salatura e l’affumicatura, non sono fissi ma variano in base alle caratteristiche del pesce, come la taglia e la quantità di grasso presente – questo significa che ogni dettaglio viene attentamente valutato e monitorato da personale dotato di un’enorme esperienza in merito. L’azienda è quindi in tutto e per tutto artigianale, per cui la lavorazione del pesce richiede circa 4/5 giorni (a differenza di quella industriale, che si svolge in 10/12 ore). Per scelta, inoltre, non vengono utilizzati né coloranti né conservanti… e la qualità finale del prodotto testimonia ampiamente che tutte queste attenzioni fanno la differenza!

Petto di pollo affumicato

Nel corso del tempo, poi, per esigenze di mercato sono stati inseriti anche altri tipi di prodotti, come il salmone e il petto di pollo affumicati, la bottarga di trota, l’aringa… sempre in un’ottica di innovazione. Quest’ultima, ad esempio, viene lavorata salandola ed affumicandola meno rispetto a quella classica (è stata infatti chiamata “Aringa Sciocca”), ed è stata svincolata dalla tradizione – che relegava il suo consumo al periodo pasquale – rendendola un prodotto adatto tutto l’anno, anche d’estate – abbinata ad esempio a rucola e mela verde.

Orzotto con fil di fumo e zucchine

Le linee Friultrota offrono una vastissima scelta di prodotti, per chi ama il pesce di qualità e contemporaneamente ama la comodità dei piatti pronti – i loro prodotti infatti sono tutti venduti già pronti per essere consumati, anche se poi possono essere ulteriormente elaborati (aiutandosi con le ricette che si trovano sul sito internet) da chi voglia realizzare piatti sopraffini.

Tagliolini al nero di seppia con Regina di San Daniele

Sono pesci dai sapori pieni, ben distinguibili fra loro, alcuni decisi altri più delicati, dalla consistenza tanto tenera da sciogliersi in bocca, e la loro eccellenza è ormai pluripremiata.

A questo punto, non vi resta che provarli… alla Delizia li troverete, quindi vi aspettiamo in negozio!

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Pubblicato da su 19 ottobre 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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2 risposte a “Tappa #9: Le specialità ittiche di Friultrota @ San Daniele del Friuli (UD)

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