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Tappa #14: La Giardiniera di Morgan, ovvero l’orto in un barattolo @ Malo (VI)

Russi-Malo

Ci eravamo lasciati in autunno con la frutta ricoperta di cioccolato Marangoni e ora, dopo molti mesi e alcune vicissitudini, le Delizie Itineranti tornano alla grande, con un viaggio verso nord alla scoperta di Morgan e delle sue magiche Giardiniere.

Appena arriviamo alla sede dell’azienda ci accoglie Luciana, moglie di Morgan, un concentrato di energia che regala sorrisi e parole. Nel piccolo ufficio che fa anche da spaccio aziendale, circondati da barattoli coloratissimi di verdure, incontriamo colui che da il nome alle giardiniere. La passione che muove il suo lavoro traspare limpida dagli occhi azzurri e attenti, prima ancora che dalle parole che pronuncia.
Nel capannone che usa come magazzino per le varie attività, inizia così a raccontarci la sua storia.

L'ingresso del magazzino

L’ingresso del magazzino

Morgan è friulano, nasce come cuoco, gira il mondo per perfezionarsi e ad un certo punto della sua vita si ferma in Veneto dove apre il ristorante 5 Sensi. Non è difficile immaginarlo dietro ai fornelli mentre studia ricette sempre nuove e originali, modificate all’ultimo minuto con aggiunte fatte sull’onda dell’ispirazione. Quello del cuoco, come lui ci ripete più volte, è un ruolo fantasioso, che richiede passione e tecnica, ma che lascia un margine di libertà in cui esprimere il proprio estro.

Polipo con giardiniera di Morgan tritata

Polpo con lenticchie, chips di polenta e Giardiniera di Morgan

Un giorno, Luciana ha proposto a Morgan di preparare qualche barattolo di giardiniera: lei era solita farla in casa con le coinquiline mentre studiava ingegneria elettronica all’università. Ha dato al marito la sua ricetta, e lui ha colto la palla al balzo per sfidarla, dicendole che era buona ma lui avrebbe potuto migliorarla. Così, dopo vari tentativi, è nata la ricetta della Giardiniera di Morgan, che veniva venduta in un piccolo spazio apposito ricavato nel ristorante.

Giardiniere in fila

La Giardiniera di Morgan

Ad un certo punto, Morgan e Luciana hanno iniziato a notare che certi clienti tornavano lì da tutta Italia non tanto per mangiare al ristorante, quanto piuttosto per comprare qualche barattolo di giardiniera! È stato in quel momento che i coniugi hanno capito che sarebbe stato giusto darle lo spazio che meritava… e così, complici alcune circostanze che vertevano a favore di questa decisione, il ristorante è stato chiuso e le attività di Morgan si sono spostate nella zona industriale della provincia vicentina.
Non volendo abbandonare del tutto l’attività di cuoco, ha mantenuto attiva la realtà 5 sensi, che continua a fornire, fra le altre cose, un servizio di catering di alto livello per cerimonie ed eventi privati.
Parallelamente, quella che era la Giardiniera di Morgan si è evoluta dando vita a molti altri prodotti, tutti basati sulla stessa filosofia ma con caratteristiche peculiari.

Giardiniere esposte

Le piccole Giardiniere di Anna di Morgan e due monovarietali

Ma qual è questa filosofia? Innanzi tutto, alla base c’è la scelta di prodotti ottimi e il rispetto di questi ultimi. Le verdure (peperoni, carote, cavolfiori, finocchi, fagiolini, cipolle…) arrivano da aziende più o meno grandi della zona, alcune sono coltivate con metodo biologico e seguono per quanto possibile la stagionalità. La prima cosa che succede, immediatamente dopo l’arrivo dei nuovi carichi, è l’assaggio, piccolo rito a cui ci siamo sottoposti volentieri anche noi: tutto, prima di essere inserito nella catena produttiva, passa sotto i denti di Morgan che valuta il prodotto e si assicura che sia saporito e croccante.

Paola e Morgan alle prese col cavolfiore

Morgan e Paola puliscono il cavolfiore

Dopo di che, le verdure vengono pulite e tagliate rigorosamente a mano da alcuni solerti ragazzi, giovanissimi e precisi nel loro lavoro. È importante che la pezzatura finale delle verdure sia quella giusta per ottenere un prodotto ottimale.
Lo step successivo è quello della cottura al vapore, che avviene per ogni verdura separatamente. Subito dopo, le verdure fanno un passaggio nell’abbattitore di temperatura, in modo che il loro colore e la croccantezza si mantengano perfettamente.
Infine, esse vengono invasate in percentuali precise e lasciate a macerare nella loro bagna, poi pastorizzate – ovvero, i vasi vengono inseriti in grandi forni per qualche ora, in modo che anche il cuore del loro contenuto raggiunga come minimo la temperatura di 85/90°. In questo modo si sopperisce alla mancanza di qualsiasi prodotto chimico, caratteristica di queste giardiniere.

La pulizia dei peperoni

I ragazzi che puliscono e tagliano i peperoni

Oltre alla lavorazione, tesa a non alterare le proprietà delle verdure, il segreto della riuscita dei prodotti di Morgan è ovviamente la bagna in cui esse macerano… ogni tipo di giardiniera ha una bagna a sé, ottenuta con diverse percentuali di aceto, olio e spezie, la cui ricetta è chiaramente segreta.

Paola alle prese con le verdure

Paola alle prese col taglio delle verdure

Ma la genialità di Morgan è anche quella che gli ha fatto pensare di dedicare una giardiniera ad ognuna delle persone della sua famiglia. La prima nata è stata Luciana, più dolce e “rotonda” delle classiche giardiniere; poi è stato il turno di Giada, dedicata alla primogenita: fantasiosa e colorata, caratterizzata dal tappo blu come gli occhi della bambina; infine è nata Anna, ancora in fase di testing, col vaso piccolo e rotondetto come è lei, dal sapore fresco e deciso grazie alla presenza di zenzero e peperoncini interi. Manca solo la giardiniera dedicata al piccolo Giovanni che – ci dicono – sarà la più pazza di tutte.

Giardiniera Giada di Morgan

La Giardiniera Giada di Morgan

Oltre a queste, le altre specialità sono le cipolle viola, i funghi pioppini, gli asparagi bianchi e il radicchio trevigiano… insomma, ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutti gli abbinamenti!

Giardiniere esposte 2

Un muro di colori… cipolle viola, carote, pioppini

Sì, perché il messaggio che Morgan vuol fare passare col suo lavoro è che la giardiniera non è solo il classico contorno da mangiare in inverno con la carne bollita, ma è anzi un ottimo modo per inserire le verdure e i loro colori nella dieta di tutto l’anno, trasformandole in antipasti, abbinandole a carni e pesci o usandole come condimento per le insalate.
Morgan ha messo l’orto in un barattolo, e gli ha ridato nuova vita.

Assaggio di giardiniera Anna di Morgan

Un assaggio di Giardiniera di Anna di Morgan

Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca, vero?
Allora non aspettate oltre, passate alla Delizia dove potrete trovare diversi prodotti della linea Giardiniere di Morgan… soddisferanno la vostra curiosità e il vostro palato!

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2014 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Tappa #13: La magia del Cioccolato Marangoni @ Macerata

Russi-Macerata

Dopo la visita al regno di Caffè Giamaica, continuano i viaggi all’insegna degli aromi inebrianti: stavolta andiamo a conoscere il magico mondo del Cioccolato Marangoni, a Macerata.

Negozio

In tarda mattinata raggiungiamo il piccolo punto vendita, dove veniamo accolte da due simpatiche e gentili signore: Francesca, la Signora Marangoni e mamma del maestro cioccolataio Alfredo, e Carla, che poi scopriamo essere la suocera di Alfredo stesso. Ci guardiamo intorno per qualche minuto, affascinate dai vasi di vetro pieni di dragées di vari tipi, dai cioccolatini che se ne stanno ordinati nelle teche, dalle colorate veline che contengono la frutta ricoperta. Carla ci offre una novembrina, ovvero un cioccolatino fondente tondo e piatto che contiene un sottile strato di pasta di mandorla. Ovviamente non possiamo rifiutare l’offerta e, nel momento esatto in cui lo assaporiamo, ha inizio ufficialmente la nostra immersione nella magia del Cioccolato Marangoni.
Dal suo divanetto color porpora, intanto, mamma Francesca inizia a raccontarci la storia della famiglia, che va di pari passo con quella del negozio e della loro produzione.

Cioccolatini allo zabaione

Il bisnonno dei suoi figli è stato colui che ha inaugurato l’attività, nata come panificio e portata avanti da suo figlio, appassionato sia di pane che di motori (amore, quest’ultimo, che ha trasmesso a suo nipote Alfredo). In seguito, Eros Marangoni, marito di Francesca, ha comprato il palazzo in cui tutt’ora vive parte della famiglia e ha sede il negozio, ed ha affiancato al forno una pasticceria, facendo entrare i dolci nella tradizione di famiglia. Da uomo lungimirante e pieno d’iniziativa qual era, è stato fra i fondatori del consorzio dei panifici di Macerata, ma purtroppo non ha potuto portare avanti tutti i suoi progetti. Quando è morto, Alfredo aveva poco più di quattro anni, sua sorella Lorian ne aveva 17 e suo fratello Giorgio 18.
Nel corso degli anni, la famiglia ha preferito lasciare il forno e la pasticceria in gestione ai dipendenti, ma poi…

Cioccolatini

…ma poi Alfredo, che nel frattempo si è diplomato come perito agrario, si è appassionato al cioccolato e alla sua lavorazione. Sono gli anni ottanta, e pochissimi sono i maestri cioccolatai in Italia. Meno ancora, quelli che pensano di unire la frutta e il cioccolato in un felice matrimonio di gusto.
Lui ha iniziato a sperimentare abbinamenti sempre nuovi ed ha preso le redini della vita professionale della famiglia Marangoni, che è rimasta sempre unita anche in questa nuova avventura: Alfredo è maestro cioccolatiere, Giorgio lavora dietro le quinte, Lorian si occupa del confezionamento, sua figlia Valentina è la mente geniale che sta dietro al packaging dei prodotti e alla grafica e, come detto prima, Francesca e Carla animano il punto vendita.

Parete con frutta ricoperta
Oltre a loro, nella piccola azienda di famiglia lavorano i sorridenti Cristian, Fabrizio e lo stagista Giacomo, e due signore che avvolgono a mano ogni singolo cioccolatino nella sua velina colorata.

Confezionamento

Immaginate una giornata tipo nel laboratorio: i pochi dipendenti lavorano indefessi fino all’ora di pranzo, eseguendo a mano ogni passaggio, pulendo e preparando la frutta secca o ricoprendola di cioccolato, mentre Alfredo e Lorian continuano ad oltranza fino a sera, a volte anche tarda, per curare ogni minimo dettaglio delle loro creazioni.

Al lavoro sui fichi
Appena finito di lavorare, Alfredo corre in negozio… o meglio, sotto il negozio, dove può sfogare la sua seconda passione: la musica. Nel piano seminterrato ha costruito una sala prove, che si sta trasformando in piccolo studio di registrazione, e lì, ancora sporco di cioccolato, suona basso e chitarra con gli amici, che lo sgridano perchè il profumo che emana li distrae.

E sul profumo ci sarebbe da aprire un capitolo a parte. Entrando nel laboratorio, situato in un piccolo capannone in una viuzza poco asfaltata, si viene abbracciati e piacevolmente invasi da un effluvio di cacao e rum che, già da solo, sarebbe capace di risollevare le sorti di qualsiasi giornata no. Un aroma del genere non può che provenire da qualcosa di magico…

Fichi in fase di copertura
Nella sala in cui si producono le creazioni di cioccolato, troviamo i ragazzi impegnati attorno al macchinario che ricopre – in questo caso – i fichi. Sulla destra, tre macchine temperano ininterrottamente il cioccolato bianco, al latte e fondente. Intanto, la base dei trancetti all’uva passa si sta raffreddando quel tanto che basta perchè Alfredo possa poi tagliarla, al coltello, in quadretti esattamente uguali. E’ lui l’unico addetto al taglio, e alla preparazione dei cioccolatini e delle tavolette, realizzati a mano negli stampi.
Assaggiamo un’altra creazione: un cioccolatino ripieno di zabaione… meraviglia delle meraviglie!

Trancetti all'uva passa

E’ qui che Alfredo ci racconta della sua filosofia e del suo modo di produrre: sceglie solo materie prime ottime, anche a discapito del prezzo, sperimenta coi suoi amati pentolini e stampi per creare le miscele migliori di cioccolato, che cambiano a seconda della preparazione da realizzare. Per la frutta ricoperta, specialità Marangoni, ad esempio serve un fondente rotondo e “neutro”, non troppo acido o invadente altrimenti altererebbe il gusto finale coprendo il sapore della frutta e del rum. Quest’ultimo, poi, non è un rum qualsiasi ma è realizzato in base a una sua ricetta, in modo che sia poco alcolico e molto aromatico, con un retrogusto vanigliato, affinché nessuna sfumatura vada persa durante la sua evaporazione.

Frutta in uscita
Dopo aver trovato il perfetto equilibrio, la miscela di fondente per le coperture viene realizzata in un “pentolone”, che ne contiene circa 700 kg, ed è utilizzata per abbracciare la frutta e i trancetti.
Le parole di Alfredo sono intrise di tutta la sua passione per il cioccolato, che accompagna felicemente la sua vita dentro e fuori dal laboratorio. Ogni creazione nasce da un’idea che poi viene provata, sperimentata e perfezionata, ogni cioccolatino è come un figlio che fa parte della grande famiglia Marangoni.
Capisci che l’amore di Alfredo per il cioccolato è totalizzante ed insaziabile quando ti racconta che la sera, a casa, quando ha un improvviso languorino lo placa con i cioccolatini da cui è stato circondato per tutto il giorno, mai stanco.

Cioccolatino in sezione

E d’altronde è proprio così: le piccole dolcezze Marangoni sono uniche nel loro genere, ognuna è un microcosmo in cui l’equilibrio perfetto fra la frutta, l’aroma del rum e il cioccolato si sprigiona ad ogni morso… e vorresti assaggiare tutte le varietà disponibili, una dopo l’altra, perchè non ne hai mai abbastanza.

Fiore di cioccolatini

A questo punto non potete non avere l’acquolina in bocca, giustamente… se volete provare in prima persona la magia del Cioccolato Marangoni andate alla Delizia e lasciatevi ispirare!

 
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Pubblicato da su 28 ottobre 2013 in Uncategorized

 

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Nuovi arrivi sugli scaffali!

Con l’arrivo dell’autunno, a cambiare non è solo il colore delle foglie, ma anche l’aspetto degli scaffali della Delizia. No, non parliamo di arredamento, ma di una vera e propria pioggia di nuovi assortimenti di prodotti!

Qui vi mostriamo quattro linee che potrebbero idealmente accompagnarvi dall’antipasto al dolce.
Buona lettura e buona scoperta!

ANTIPASTO: I sott’olio di Vastola.

Prodotti dall’Azienda Agricola Francesco Vastola, questi sottoli sono piccoli capolavori di gusto realizzati utilizzando solo ciò che la terra offre stagionalmente ed unendolo all’olio d’oliva extravergine del Cilento. Alla Delizia trovate un assortimento delle loro migliori proposte, che potete utilizzare come sfizioso antipasto o, volendo, anche come contorno.

PRIMO PIATTO: La polenta con Farina Gialla di Storo.

Realizzata da Agri’90, una Cooperativa di agricoltori del Trentino, questa farina si ottiene dalla lavorazione del caratteristico granoturco della Valle delle Chiese – il cui colore tende al rosso – che viene fatto essiccare naturalmente all’aria aperta e poi lentamente macinato. Cucinandolo, otterrete la vera e tradizionale polenta di montagna!

SECONDO PIATTO: Carne bollita accompagnata dalla Mostarda di Voghera.

Da più di trent’anni, l’azienda Barbieri – a conduzione familiare – produce la tradizionale mostarda a livello artigianale, limitandone la quantità in modo da poter preservare al meglio la qualità. Se siete amanti di questo prodotto dolce-piccante e desiderate gustarne uno eccellente, non potete farvi scappare l’occasione di provarlo!

DOLCE: Il cioccolato Domori.

I prodotti Domori non sono semplici cioccolatini, ma sono veri e propri ambasciatori di conoscenza, passione, rispetto per il cacao che probabilmente ha pochi eguali. Realizzati solo con cacao fine, coltivato direttamente in una piantagione che l’azienda cura in Venezuela, si può dire che rappresentano l’assoluta eccellenza nel loro settore – basti pensare che la varietà Criollo, utilizzata in alcune linee di prodotti, è talmente rara e delicata da ricoprire solo lo 0,001% della produzione mondiale di cacao. Se, poi, volete approfondire la conoscenza del mondo che sta dietro questi prodotti, alla Delizia potete trovare anche il libro “Alla ricerca del cacao perduto”.

Come avete notato, è bastata questa breve carrellata di nuovi arrivi per farvi compiere un viaggio attraverso i sapori dell’Italia e del mondo – siamo partiti dal Cilento, per poi passare al Trentino, alla provincia di Pavia ed infine siamo approdati a Torino, restando in collegamento diretto col Venezuela.

Ricordate che il “mangiare bene” non è fine a se stesso, ma è qualcosa che parte da lontano – da tutti coloro che mettono il proprio cuore nei prodotti che offrono – e arricchisce ben oltre il semplice pasto.
Vi aspettiamo alla Delizia… e voi aspettateci, presto ricominceremo i nostri viaggi: non vediamo l’ora di condividerli con voi!

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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