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Tappa #15: La poesia del torrone Scaldaferro @ Dolo (VE)

Russi-DoloSono passati alcuni mesi dall’ultimo viaggio delle Delizie Itineranti… l’estate è finita e, almeno formalmente, ha lasciato il posto all’autunno. Da qui al Natale, il passo è breve: quale miglior momento per gustarne in anticipo i sapori? Eccoci allora pronte a raccontarvi i dietro le quinte del torrone Scaldaferro, un prodotto più unico che raro! Seguiteci alla scoperta di questa meraviglia…

Scaldaferro insegnaQuesta volta, più che mai, ci siamo trovate immerse in un piccolo mondo a parte, profumato di miele e mandorle tostate, in cui  tradizione e modernità si prendono a braccetto per creare dolci che definire deliziosi sarebbe riduttivo.

Foto nonno Scaldaferro e PietroMa partiamo dall’inizio: arrivati di buon mattino alla sede del torronificio, ci accoglie la gentilissima Urania, che diplomaticamente ci comunica che il nostro arrivo era atteso un’ora più tardi… fino a quel momento, la lavorazione del torrone non inizierà.
Qui impariamo la prima lezione: i lunghissimi tempi di cottura di questo speciale prodotto non vengono solo millantati, ma sono rispettati con precisione. Ovviamente, delle dieci ore di cottura richieste, non se ne può bypassare una solo perché noi siamo arrivati in anticipo.
Il torrone ha le sue esigenze, e in questa piccola realtà vengono assecondate dalla prima all’ultima. Vi basti sapere che Pietro, il membro della famiglia Scaldaferro attualmente titolare dell’azienda, si trasferisce nello stabilimento per tutti i mesi di produzione, in modo da poter controllare personalmente ogni più piccolo dettaglio ad essa legato.

Albumi che si montanoE così il suo lavoro inizia tutti i giorni circa alle tre di notte, rilevando temperatura e umidità dell’aria, poi preparando gli impasti che andranno a riempire gli otto pentoloni di rame, uno dopo l’altro. Le macchine, alcune risalenti ai primi anni del ‘900, si occupano di montare circa 50 albumi ricavati da uova di galline allevate a terra, insieme a miele, zucchero a velo e vaniglia Bourbon. Pietro supervisiona, cambiando la velocità delle fruste o regolando il calore delle pentole, per i tredici minuti della montatura e per tutte le successive ore di cottura.

Impasti in diverse fasi di cotturaA un certo punto della mattinata, subentrano gli altri dipendenti della piccola azienda a conduzione familiare: tre uomini che aiutano con la preparazione degli impasti, lavoro che richiede forza fisica, e una decina di donne che – udite udite – preparano a mano i prodotti finali, modellando il torrone in fiocchi, pinnacoli o tortine a seconda delle esigenze e dando vita a creazioni tutte diverse l’una dall’altra.

Collage sciroppoVerso la fine della cottura degli impasti, già dotati di un proprio forte carattere grazie ai diversi tipi di miele utilizzato, si aggiunge un’altra manciata di vaniglia, poi una cascata di sciroppo di miele e zucchero, che consentirà al torrone di cristallizzare nel migliore dei modi, e infine le mandorle, che saranno il 55% del prodotto finale. Queste vengono preventivamente tostate e poi conservate in sacchi di iuta, che lasciano traspirare la loro umidità ma ne mantengono il calore – è importante che quando vengono aggiunte all’impasto abbiano la sua stessa temperatura, per evitare di smontare gli albumi.

Collage aggiunta mandorleDopo aver ben amalgamato l’impasto in modo che ricopra uniformemente tutte le mandorle, questo viene prelevato in piccole quantità e suddiviso fra le donne che lo lavorano quando ancora ha una temperatura di 60/65°. La temperatura è alta e le mani arrossate, ma non si può fare altrimenti: basterebbe lasciarlo fuori dal pentolone pochi minuti per farlo solidificare completamente e renderlo quindi inutilizzabile.
Il passaggio successivo è quello dell’impacchettamento, che avviene a torrone ancora caldo per mantenerne la fragranza, non prima di aver effettuato un controllo finale sulla forma dei fiocchi e su eventuali contenuti anomali.

Fiocchi di torrone fatti a manoUna piccola ma fondamentale parentesi la meritano le materie prime utilizzate: Pietro in persona scova i mieli più inusuali e rari, come quello di di rosa mascena o di nespolo, sceglie la frutta secca migliore, come la nocciola trilobata delle Langhe o il pistacchio di Bronte, e li abbina fra loro e con aggiunta di altri ingredienti, tutti eccellenti, per creare le linee di prodotti classici e le limited edition.
Tutti, è bene sottolinearlo, sono rigorosamente realizzati senza l’aggiunta di additivi chimici di alcun tipo.

Donne al lavoroNon so quanti di voi abbiano avuto l’opportunità di assistere coi propri occhi alla lavorazione del torrone, men che meno di un torrone artigianale di questa qualità: noi, avendo avuto questa fortuna, possiamo testimoniare che è pura poesia, uno spettacolo per tutti i cinque sensi.
La vista potrebbe perdersi per ore a fissare gli impasti che danzano nelle macchine o le dita che corrono veloci sul torrone morbido.
Il tatto si stupisce per la consistenza gommosa dell’impasto ancora crudo e caldo.
L’olfatto viene inebriato dai profumi dolci di miele, mandorle e vaniglia che occupano ogni angolo dello stabilimento.
L’udito ascolta impaziente il “crock” del torrone friabile appena spezzato.
Il gusto accoglie estasiato i sapori sempre diversi, delicati o decisi, floreali o fruttati, tradizionali o innovativi, che questa creatura speciale è in grado di offrire.

Stella di torrone fatta a manoA questo punto, non potete non assaggiare il torrone Scaldaferro: siamo certi che fra tutte le qualità troverete quella che fa per voi e non la lascerete più. Fra l’altro, pensando al Natale, queste dolci creazioni potrebbero essere un’idea regalo perfetta per tutti… parenti, amici, fidanzati, golosi di ogni età e con ogni esigenza – considerate che molti dei loro prodotti sono anche senza glutine, quindi adatti per i celiaci!
Cosa aspettate allora a passare alla Delizia per provare questa meraviglia artigianale? Paola e le sue ragazze vi aspettano con tanti prodotti Scaldaferro appena arrivati!

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Pubblicato da su 14 ottobre 2014 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Tappa #10: Acetaia “La Bonissima” @ Casinalbo di Formigine (MO)

Russi-Modena
Dopo una lunga pausa invernale, i nostri viaggi alla scoperta delle eccellenze italiane ricominciano da uno dei prodotti più celebri e particolari dell’Emilia-Romagna: l’aceto balsamico di Modena.

Paola Franco e Donatella

In una mattina di sole splendente, avventurandoci per strette vie di campagna, abbiamo raggiunto la sede dell’Acetaia “La Bonissima” a Casinalbo di Formigine (Modena).
Lì ci hanno accolto i gentilissimi Franco De Pietri e sua moglie Donatella, titolari dell’azienda, insieme ad Arturo, un esuberante cucciolone che ci ha fatto compagnia per tutta la durata della visita.

Arturo

L’azienda è stata fondata da Celestino, nonno di Franco, che aveva iniziato a produrre aceto balsamico per la sua trattoria in cui i partecipanti alla Mille Miglia si fermavano a rifocillarsi. Da allora, l’attività è continuata generazione dopo generazione, e la passione della famiglia De Pietri è cresciuta insieme al numero di botti stipate in solaio.

Botti con nonno Celestino

Tutt’oggi, infatti, l’azienda è a conduzione familiare e i barili in cui nasce e matura l’aceto occupano i solai delle case di Franco e Donatella. Il che non è solo una questione di praticità logistica, ma anche una soluzione necessaria per la qualità finale dell’aceto: il prodotto ha bisogno di “sentire” l’alternarsi naturale delle stagioni, poiché il freddo invernale aiuta la sedimentazione delle impurità sul fondo delle botti, mentre il caldo estivo ne favorisce la fermentazione e la concentrazione.

Solaio con tutte le batterie

La nostra visita alla sede de “La Bonissima” si è rivelata un’interessante lezione sul mondo affascinante degli aceti balsamici, e speriamo in questo spazio di riuscire a trasmettere anche a voi almeno parte di ciò che abbiamo appreso.

Batteria del 68

Intanto, c’è da fare un’importante distinzione: esistono due tipologie di questo “oro nero” emiliano, ovvero la D.O.P. Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e l’I.G.P. Aceto Balsamico di Modena.

Botti e utensili
La D.O.P. è la qualità più pregiata, che viene realizzata utilizzando esclusivamente mosto cotto (di uve Trebbiano di Spagna, nel caso dell’Acetaia “La Bonissima”), lasciato maturare per almeno 12 anni (se supera i 25 anni di stagionatura viene considerato un extravecchio – e noi in azienda abbiamo visto batterie di aceto risalenti addirittura al 1964!). Ho usato la parola “batteria” perché l’Aceto Tradizionale ha una maturazione dinamica: ogni batteria è formata da barili di capienze e legni diversi, e periodicamente viene prelevato da ognuno di essi un quantitativo di aceto che viene spostato nel barile leggermente più piccolo e così via. In questo modo l’aceto, oltre ad invecchiare ed addensarsi (ogni botte è coperta solo con una garza, in modo che la parte acquosa del prodotto possa evaporare), si impregna degli aromi dei diversi legni che attraversa, arricchendosi di sfumature organolettiche. Ogni anno, dall’ultima botte della serie, vengono prelevati circa due litri dei 10/15 in essa contenuti. Questo quantitativo del preziosissimo prodotto viene successivamente sottoposto ai controlli del consorzio, che lo valuta, lo imbottiglia e vi pone il proprio sigillo.
Pensate che, per ottenere 100 ml di Aceto Balsamico Tradizionale, occorrono circa 300 litri di mosto – che la famiglia De Pietri cuoce poi autonomamente in casa. Questo fa sicuramente capire perché un aceto D.O.P. non possa diventare un prodotto di massa…

Barilotto portatile

La qualità I.G.P. è nata proprio per favorire una maggiore diffusione dell’aceto balsamico di Modena, per cui i suoi criteri di realizzazione sono meno restrittivi e consentono una produzione quantitativamente maggiore.

Cantina dei Sigilli

Questo non significa necessariamente che la qualità sia bassa: come in tutte le cose, dipende dalle materie prime utilizzate e da come si tratta il proprio prodotto. Gli Aceti Balsamici I.G.P. “La Bonissima” contengono aceto di vino di alta qualità ed una percentuale di mosto cotto molto più elevata del 20% minimo richiesto dal consorzio, il che li rende naturalmente dolci e scuri. Inoltre, non vengono mai invecchiati meno di un anno, nonostante per il disciplinare siano sufficienti 60 giorni, il che favorisce la densità e la ricchezza del sapore. Anche in questo caso la maturazione avviene in botti di legno, ma non è dinamica come quella degli aceti D.O.P.: alla fine del periodo di stagionatura, la botte viene semplicemente svuotata e l’aceto viene imbottigliato in azienda. Nel caso dell’I.G.P., quindi, la produzione viene gestita direttamente dai singoli, che comunque sono sottoposti ogni anno a controlli da parte di un ente certificatore, per garantire la provenienza delle materie prime, la qualità della lavorazione e dell’imbottigliamento.

Sigilli

A parte le questioni tecniche, siamo rimaste colpite anche da un paio di curiosità: Franco ci ha raccontato che alla nascita di ogni figlio si inaugura una batteria di aceto (tradizione che ovviamente lui ha mantenuto) e che, qualora ci sia una figlia femmina e questa si sposi, le si dà in dote una parte della sua batteria. D’altronde, l’Aceto Balsamico Tradizionale è davvero un bene preziosissimo e viene accudito e curato con un amore inferiore solo a quello per i propri figli!

Batteria del 99

Ritornando alla produzione de “La Bonissima”, vi possiamo dire che la loro linea propone tutto il meglio che si possa offrire: dagli aceti balsamici I.G.P., invecchiati per tempi più o meno lunghi in botti di diverse tipologie, fino a quelli D.O.P., anche extravecchi, di cui vengono prodotte circa 1000/1500 bottigliette all’anno.

Tutta la linea di prodotti

Se amate questo genere di prodotto non potete non provare i loro aceti, che vi sorprenderanno per la loro cremosità, per i profumi ed il gusto dolce ed intenso. Ovviamente, tutti naturali: in nessuno di essi vi è traccia di addensanti, coloranti, aromi o conservanti.
Provate ad abbinarne qualche goccia ad una ricotta fresca, alla classica scaglia di Parmigiano Reggiano o – perchè no – ad una gustosa frittata di cipolle… rimarrete estasiati!

Piatto di degustazione

Se siete curiosi di provare questi aceti da veri intenditori potete trovarli come sempre alla Delizia a Russisiamo tornate dalla gita modenese con il baule pieno di queste meraviglie! Ora non aspettiamo che voi, venite a trovarci presto in negozio!

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2013 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Ancora delizie per voi!

Anche oggi vi regaliamo una carrellata di immagini di una parte di ciò che è uscito dalla nostra cucina in giornata… per sentire i profumi e portare a casa qualcosa da assaporare vi aspettiamo in negozio! 🙂

Insalata russa

Insalata russa

Pollo e peperoni

Pollo e peperoni

Zucchine trifolate

Zucchine trifolate

Filetti di sgombro

Filetti di sgombro

Cotolette appena fritte

Cotolette di pollo appena fritte

Focaccia con lievito madre

Focaccia con lievito madre

Rotoli di frolla e marmellata

Rotoli di frolla e marmellata

Dolci di carnevale

Dolci di carnevale

Castagnole

Castagnole

E per finire, una rarità che ormai non si trova quasi da nessuna parte… il prosciutto (Parma S. Ilario, ovviamente!) tagliato a mano da Paola, con tanta dedizione!

Prosciutto tagliato a mano Paola al taglio del prosciutto

 
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Pubblicato da su 22 gennaio 2013 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Deliziosi menù per le feste!

Il giorno di Natale avete tutta la famiglia ospite a pranzo e non sapeteavete idea di cosa preparare? La sera di Capodanno avete invitato gli amici a cena e volete stupirli, ma non sapete da che parte iniziare?
Nessun problema: mettete da parte l’ansia da prestazione, fate un respiro profondo e pensate che c’è chi può lavorare al posto vostro, lasciandovi godere in pace sia le feste che gli ottimi cibi che le accompagneranno!

La Delizia quest’anno vi propone due menù, pensati per Natale e per Capodanno, che – ne siamo certi – vi faranno venire l’acquolina in bocca già alla prima lettura, e vi faranno desiderare che pranzi e cenoni arrivino il più in fretta possibile.

Ma bando alle ciance, diamo inizio ai banchetti – almeno virtualmente.

Proposte per Natale:

Antipasti
• Millefoglie di salmone marinato al caffè
• Budino di formaggio e mostarda di Cremona
• Tartine con olive taggiasche, radicchio e squacquerone

Primi
• Cappelletti in brodo di cappone
• Strichetti invernali con fonduta di Raclette e porcini
• Lasagnetta bianca di pesce

Secondi
• Cosciotto di prosciutto glassato con cipolline borretane in agrodolce
• Filetti di orata con verdure e salsa allo zafferano
• Faraona ripiena agli agrumi

Dolci
• Tronchetto natalizio
• Bavarese al the alla pesca con salsa agli agrumi
• Chiffon cake con crema pasticcera e cioccolato bianco

(Si accettano prenotazioni entro il 22 dicembre)

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Proposte per Capodanno:

Antipasti
• Filetti di triglia in crosta di salvia
• Galantina di pollo
• Mini quiche di squacquerone e prosciutto Parma croccante

Primi
• Cestino di tagliolini rossi con ricotta affumicata e pisellini
• Ravioli di branzino e gamberi con burro noisette e semi di papavero
• Cannelloni ripieni di tortellini, carciofi e besciamella

Secondi
• Bèl e còt 2013 con lenticchie
• Catalana di crostacei
• Brasato al Sangiovese Vigna 1922

Contorni
• Purè
• Lenticchie
• Insalata Waldorf

Dolci
• Bavarese allo champagne
• Red Velvet
• Panettone farcito al gelato artigianale

(Si accettano prenotazioni entro il 28 dicembre)

Lo staff della Delizia è a disposizione per ascoltare le vostre richieste ed eventualmente variare i menù. Se siete interessati, contattateli chiamando lo 0544580457 anche per avere un preventivo.

Cosa aspettate? Prenotate subito il menù che salverà il vostro pranzo di Natale o il cenone di Capodanno, trasformandolo in un pasto da leccarsi i baffi, e preparatevi a godervi le feste in tutta serenità!

AUGURI A TUTTI!

 
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Pubblicato da su 12 dicembre 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Tappa #9: Le specialità ittiche di Friultrota @ San Daniele del Friuli (UD)

Il nostro ultimo viaggio ci ha portato a conoscere da vicino una realtà che da tempo volevamo condividere con voi: l’azienda Friultrota ed i suoi prodotti prelibati.

La terrazza di San Daniele

A San Daniele del Friuli, in una zona che pullula di prosciuttifici, c’è uno stabilimento che si distingue orgogliosamente per tipologia, esibendo all’ingresso non una coscia di maiale ma una moderna scultura ittica in ferro battuto. Il suo prodotto principe è conosciuto ovunque come “La Regina di San Daniele”, e quanto a celebrità non ha nulla da invidiare ai concittadini prosciutti. Quell’azienda è proprio la Friultrota, che abbiamo visitato per voi e che ora vi raccontiamo con piacere.

La Regina di San Daniele

La storia di questa attività, e della famiglia che le ha dato vita, è quanto mai caratterizzata da quella sana follia e quel coraggio che portano a seguire le proprie passioni anche quando il buon senso direbbe di lasciar perdere… ma, alla resa dei conti, è la dimostrazione lampante del fatto che il lavoro duro, quando poggia le sue basi su una forte passione, ripaga abbondantemente di ogni fatica.

Riconoscimenti ricevuti da Friultrota

Giuseppe Pighin, fondatore dell’azienda e padre dell’attuale titolare Mauro, era un uomo poco istruito – come spesso accadeva nella sua epoca – ma molto ingegnoso. Era curioso e aveva molte idee innovative, che spesso seguiva sentendosi dare del pazzo da chi lo circondava – fino a quando poi tutti dovevano ricredersi e rendergli merito per la sua lungimiranza.

L’attività di famiglia, inizialmente, non c’entrava proprio nulla con l’ittica: si occupava infatti di ghiaia e calcestruzzi, e si svolgeva principalmente in una cava situata sul fiume Tagliamento. Piano piano, a forza di scavare, si è formato un laghetto nel quale Giuseppe ha fatto depositare alcune trote, che poi ha iniziato ad allevare e a pescare per piacere personale.

Laghetti per la pesca sportiva, situati di fianco all’allevamento

Data la crescita di taglia e numero dei pesci, negli anni ’70 la famiglia Pighin ha provato a venderli sul mercato del fresco, vedendosi però costretta a smettere perchè la sua modalità di allevamento – molto “domestica” e che quindi non badava a spese – la portava ad avere costi troppo alti.

Alla fine degli anni ’70, per delle coincidenze fortuite che, col senno di poi, si sono rivelate provvidenziali, hanno conosciuto una persona appassionata di lavorazione del pesce ed uno chef che era stato un pioniere nell’affumicatura del salmone e che voleva provare con la trota. Forti dei loro commenti entusiasti e di quelli di chi aveva assaggiato i loro pesci e sosteneva che la qualità delle carni fosse decisamente superiore a quella delle altre trote provate in precedenza, i membri della famiglia hanno deciso di abbandonare definitivamente l’attività alla cava e di dedicarsi a quella dell’allevamento e della lavorazione delle trote – scegliendo quindi di seguire ciò che li appassionava, nonostante l’incertezza delle prospettive.

Fil di Fumo

Da completi autodidatti, Giuseppe e i suoi figli hanno così cominciato a fare esperimenti di conservazione del pesce, lasciandosi ispirare dalle proprie intuizioni, senza seguire i sentieri già battuti da altri ma avventurandosi in quel settore in maniera totalmente empirica. Il loro primo “laboratorio” è stata la cantina di una zia, poi si sono trasferiti nel vagone di un treno rivestito internamente di acciaio inox. Le cavie erano i figli: tutti gli esperimenti approvati da loro venivano in seguito proposti al pubblico.

Filetto di trota salmonata agli agrumi

Il principale metodo di lavorazione da loro utilizzato è stata l’affumicatura, ma in tal modo il loro prodotto si è trovato a dover fare concorrenza al salmone – che all’epoca era ancora di ottima qualità in quanto lavorato a livello non industriale.

La saletta per le degustazioni

Nel 1984, a dispetto di tutti quelli che davano loro dei pazzi, i Pighin hanno colto il guanto della sfida ed hanno dato vita all’attuale azienda Friultrota. A quel punto, grazie a tutti gli esperimenti e le collaborazioni fatte in precedenza, avevano già le competenze per sapere perfettamente ciò che volevano e come realizzarlo – ad esempio, le loro celle di affumicatura non sono mai state quelle “standard” proposte dai fornitori, ma sono state elaborate su misura in base alle loro esigenze.

Uova di trota

Questo è stato sicuramente un punto di forza dell’azienda, mentre il secondo – fondamentale – è di certo la qualità che ha caratterizzato fin dall’inizio il loro allevamento: si tratta infatti di un allevamento a bassa densità (15kg di pesce per metro cubo, quantità che è addirittura inferiore allo standard per la produzione biologica), realizzato con un’alimentazione non spinta e con mangimi di buona qualità, ed effettuato nel rispetto dei tempi naturali di crescita degli animali.
Anche la qualità dell’acqua è fondamentale, in quanto le trote hanno bisogno che sia purissima: in questa zona c’è la fortuna di avere acqua risorgiva, che viene prelevata dal Tagliamento con un sistema di canali ed arriva diretta nell’allevamento.

Dal Tagliamento all’allevamento, con l’impeto dei giorni di pioggia!

Il pesce viene poi pescato con metodi non invasivi (utilizzando una piccola rete che viene calata in acqua al bisogno) circa due o tre volte alla settimana, dopo di che viene immediatamente macellato in delle apposite strutture in loco, in modo da farlo arrivare in tempi brevissimi già pulito nello stabilimento poco distante in cui viene lavorato.

Guancia di trota

Fondamentale, in questa serie di passaggi dalla pesca alla lavorazione finale, è la velocità – meno tempo passa fra la prima fase e l’ultima, più i grassi mantengono intatte le loro qualità e quindi migliore sarà il prodotto risultante. Inoltre, nella lavorazione viene sempre rispettata la catena del freddo: tutte le operazioni – taglio, spinatura, salatura, eventuale speziatura – vengono svolte a mano in ambienti la cui temperatura non supera i 12/14 gradi.

L’oblò attraverso il quale osservare la lavorazione

I tempi dedicati ai diversi passaggi, come per esempio la salatura e l’affumicatura, non sono fissi ma variano in base alle caratteristiche del pesce, come la taglia e la quantità di grasso presente – questo significa che ogni dettaglio viene attentamente valutato e monitorato da personale dotato di un’enorme esperienza in merito. L’azienda è quindi in tutto e per tutto artigianale, per cui la lavorazione del pesce richiede circa 4/5 giorni (a differenza di quella industriale, che si svolge in 10/12 ore). Per scelta, inoltre, non vengono utilizzati né coloranti né conservanti… e la qualità finale del prodotto testimonia ampiamente che tutte queste attenzioni fanno la differenza!

Petto di pollo affumicato

Nel corso del tempo, poi, per esigenze di mercato sono stati inseriti anche altri tipi di prodotti, come il salmone e il petto di pollo affumicati, la bottarga di trota, l’aringa… sempre in un’ottica di innovazione. Quest’ultima, ad esempio, viene lavorata salandola ed affumicandola meno rispetto a quella classica (è stata infatti chiamata “Aringa Sciocca”), ed è stata svincolata dalla tradizione – che relegava il suo consumo al periodo pasquale – rendendola un prodotto adatto tutto l’anno, anche d’estate – abbinata ad esempio a rucola e mela verde.

Orzotto con fil di fumo e zucchine

Le linee Friultrota offrono una vastissima scelta di prodotti, per chi ama il pesce di qualità e contemporaneamente ama la comodità dei piatti pronti – i loro prodotti infatti sono tutti venduti già pronti per essere consumati, anche se poi possono essere ulteriormente elaborati (aiutandosi con le ricette che si trovano sul sito internet) da chi voglia realizzare piatti sopraffini.

Tagliolini al nero di seppia con Regina di San Daniele

Sono pesci dai sapori pieni, ben distinguibili fra loro, alcuni decisi altri più delicati, dalla consistenza tanto tenera da sciogliersi in bocca, e la loro eccellenza è ormai pluripremiata.

A questo punto, non vi resta che provarli… alla Delizia li troverete, quindi vi aspettiamo in negozio!

 
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Pubblicato da su 19 ottobre 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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La Delizia sbarca su Facebook!

Dopo la pagina fan delle Delizie Itineranti, è finalmente nata su Facebook anche quella dedicata specificatamente alla Delizia!

Cliccando “Mi piace” potrete essere sempre aggiornati sui prodotti della gastronomia, sulle novità che arriveranno sugli scaffali e sugli eventi che coinvolgeranno La Delizia… e voi!

Passate parola a tutti gli appassionati di gusto che conoscete!

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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Delizie dalla gastronomia!

Come alcuni di voi forse già sanno, la Delizia non è solo un negozio che offre i prodotti eccellenti di aziende attentamente selezionate, ma è anche gastronomia. Questo significa che ogni giorno, nell’attrezzatissima cucina annessa, vengono cucinati manicaretti di ogni genere utilizzando materie prime di ottima qualità. E dal risultato si vede… anzi, soprattutto si sente!

Spezzatino con verdure

I piatti preparati vanno da quelli più tradizionali ai più originali, da quelli semplicissimi a quelli elaborati, dai classici italiani a quelli che ammiccano all’estero, dai piatti di portata ai dolci passando per i contorni, dai prodotti della cucina a quelli da forno.
Qui di seguito ve ne offriamo una carrellata… giusto per farvi venire un po’ di acquolina in bocca!

Bocconcini di pollo fritti

Petto di pollo alla piastra

Bel e còt (prodotto tradizionale di Russi) in crosta con verza e purè, servito con patate al forno

Cookies con scaglie di cioccolato fondente

Torta alla robiola

Crostata con marmellata e frutta secca

Ultimamente, inoltre, la Delizia produce ed offre ai suoi clienti anche pane e focacce realizzati utilizzando la pasta madre, ovvero il lievito naturale che si “fa nascere” in casa e poi si mantiene in vita, rinfrescandolo, anche per decenni.

Pane con lievito madre

Attenzione perchè le focacce cambiano sempre, e sono talmente buone che sarebbero tutte da provare! Queste, ad esempio, sono al kamut, proposte in due versioni – con o senza rosmarino.

Focacce al kamut

Il menu della gastronomia è ampio e cambia tutti i giorni, in base alla disponibilità degli ingredienti. Lo potete trovare esposto fuori dal negozio, per cui se oggi vi sentite pigri, non avete voglia di cucinare ma desiderate un pranzo o una cena gustosi il nostro consiglio è assolutamente quello di passare in negozio… di certo troverete qualcosa che stuzzicherà il vostro palato.
Vi aspettiamo… anche nei weekend!

AGGIORNAMENTO: è nata la pagina facebook della Delizia… correte a cliccare “Mi piace” se volete essere sempre aggiornati su queste prelibatezze!

 
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Pubblicato da su 28 settembre 2012 in Uncategorized, Versione italiana

 

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